Valutazione

LA VALUTAZIONE E I SUOI STRUMENTI

La valutazione è un elemento pedagogico fondamentale delle programmazioni didattiche, senza la quale non si potrebbero seguire i progressi dell’alunno rispetto agli obiettivi e ai fini da raggiungere:

  • l’acquisizione e la trasmissione dei contenuti disciplinari (il sapere)
  • la capacità di trasformare in azione i contenuti acquisiti (il saper fare)
  • la capacità di interagire e di tradurre le conoscenze e le abilità in razionali comportamenti

( il saper essere).

La scuola valuta anche le competenze cosiddette trasversali che attengono, oltre che agli obiettivi cognitivi, anche agli obiettivi comportamentali, riferiti cioè al comportamento sociale o area socio-affettiva e relazionale.

La valutazione ha lo scopo quindi di guidare l’alunno durante il percorso scolastico, rendendo chiare ed esplicite le mete educative e gli obiettivi didattici. La valutazione, a scansione quadrimestrale, è effettuata con voti numerici espressi in decimi (art. n°3 legge 169/2008).

L’insegnamento della Religione Cattolica, per entrambi gli ordini di scuola, viene valutato attraverso un giudizio sintetico.

Anche il comportamento è parte costitutiva del processo valutativo (art.2 DL 1 settembre 2008 n°137, poi modificato dalla legge 30 ottobre 2008 n°169), allo scopo di rilevare il livello di consapevolezza raggiunto in riferimento ai valori della cittadinanza e della convivenza civile. La sua valutazione è espressa in decimi per la SSI, in un giudizio sintetico per la SP.

Per rendere possibile il processo di valutazione, secondo la Circolare n°85 del 3 dicembre 2004, è indispensabile la frequenza di almeno ¾ dell’orario scolastico annuale.

 Il processo di valutazione consta di tre momenti:

  • valutazione diagnostica o iniziale: serve a individuare, attraverso la somministrazione di prove d’ingresso, il livello di partenza degli alunni, ad accertare il possesso dei pre-requisiti e a predisporre eventuali attività di recupero
  • valutazione formativa o in itinere: è finalizzata a cogliere informazioni analitiche e continue sul processo di apprendimento. Favorisce l’autovalutazione da parte degli studenti e fornisce ai docenti indicazioni per attivare eventuali correttivi all’azione didattica o predisporre interventi di rinforzo/recupero
  • valutazione sommativa o finale: consente un giudizio sulle conoscenze e abilità acquisite dallo studente in un determinato periodo di tempo o al termine dell’anno scolastico.

La valutazione, in fase iniziale, in itinere e in fase finale, si avvale di strumenti (quali le verifiche scritte/orali) che hanno lo scopo di raccogliere dati misurabili relativi al processo scolastico per il conseguimento degli obiettivi didattici prefissati.

Costituiscono parte imprescindibile della valutazione: le osservazioni sistematiche sull’impegno, l’interesse, la partecipazione, il metodo di studio.

Per rispondere alle esigenze di trasparenza nei rapporti tra la scuola e le famiglie degli alunni, la Scuola Secondaria di I grado e la Scuola Primaria utilizzano un libretto delle valutazioni sul quale gli insegnanti annotano puntualmente il risultato di prove e verifiche in itinere .

 VALUTAZIONE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

La valutazione, nella scuola dell’infanzia, è intesa come importante strumento della programmazione delle attività educativo-didattiche, in quanto serve all’insegnante per capire se il bambino sta progredendo in conoscenze e competenze o se è invece il caso di soffermarsi e sviluppare in altri modi le varie proposte: serve infatti all’insegnante per adeguare e rendere sempre più incisivo l’intervento didattico-educativo.

La valutazione viene intesa principalmente come valutazione formativa, nel senso che vuole aiutare il bambino a guardare al proprio risultato per riuscire a migliorare nel futuro.

Nel corso dell’anno scolastico le insegnanti si organizzano in questo modo: all’inizio dell’anno osservano i bambini durante il gioco e nelle varie attività proposte. In base a queste osservazioni poi definiscono le tematiche e le proposte della programmazione; durante il corso dell’anno riflettono periodicamente sulle varie verifiche occasionali o programmate, cercando di attivare diverse strategie per rispondere alle problematiche riscontrate. Alla fine dell’anno scolastico per ogni bambino viene definito un profilo in relazione ai traguardi di sviluppo delle diverse competenze.

VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA

PREMESSA

La  valutazione è un elemento pedagogico fondamentale delle programmazioni didattiche, senza la quale non si potrebbero seguire i progressi dell’alunno rispetto agli obiettivi e ai fini da raggiungere :

  • l’acquisizione e la trasmissione dei contenuti disciplinari (il sapere)
  • la capacità di trasformare in azione i contenuti acquisiti (il saper fare)
  • la capacità di interagire e di tradurre le conoscenze e le abilità in razionali comportamenti

( il saper essere).

La scuola valuta anche le competenze cosiddette trasversali che attengono, oltre che agli obiettivi cognitivi, anche agli obiettivi comportamentali, riferiti cioè al comportamento sociale  o area socio-affettiva e relazionale.

IL  PROCESSO DI VALUTAZIONE

La valutazione può essere definita come il confronto tra gli obiettivi prefissati ( ciò che si vuole ottenere dall’alunno) e i risultati conseguiti (ciò che si è ottenuto dall’alunno stesso).

Il processo di valutazione consta di tre momenti:

  • la valutazione diagnostica o iniziale- serve a individuare, attraverso la somministrazione di prove d’ingresso, il livello di partenza degli alunni, ad accertare il possesso dei pre-requisiti e a predisporre eventuali attività di recupero.
  • La valutazione formativa o in itinere- è finalizzata a cogliere informazioni analitiche e continue sul processo di apprendimento. Favorisce l’autovalutazione da parte degli studenti e fornisce ai docenti indicazioni per attivare eventuali correttivi all’azione didattica o predisporre interventi di rinforzo/recupero.
  • La valutazione sommativa o finale- consente un giudizio sulle conoscenze e abilità acquisite dallo studente in un determinato periodo di tempo o al termine dell’anno scolastico.

La valutazione è un processo dinamico molto complesso, il cui fine principale deve essere quello di favorire la promozione umana e sociale dell’alunno, la stima verso di sè, la sua capacità di auto valutarsi per scoprire i punti di forza e i punti di debolezza del suo percorso.

CITTADINANZA E COSTITUZIONE NELLA VALUTAZIONE

Nel DPR 122 del 22 giugno 2009, si legge che “ la valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno , ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al processo formativo, anche in coerenza con l’obiettivo dell’apprendimento permanente, enunciato nel trattato di Lisbona.

In questo scenario si colloca Cittadinanza e Costituzione che, anche se non è una disciplina autonoma e dunque non ha un voto distinto, non esime tuttavia dalla valutazione. La valutazione  di Cittadinanza e Costituzione trova, infatti, espressione nel complessivo voto delle discipline delle aree storico-geografica e storico-sociale di cui essa è parte integrante.

Cittadinanza e Costituzione influisce inoltre nella definizione del voto di comportamento.

La partecipazione ad iniziative  di cittadinanza attiva promosse dalle istituzioni scolastiche e/o in collaborazione con il territorio, infine, oltre a costituire preziosa esperienza di formazione, configura come opportunità di accesso al credito formativo.”

 LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

 L’alunno straniero che non conosce la lingua italiana, non è generalmente un alunno incompetente, ma si trova, per qualche tempo, in una situazione nella quale non ha le parole per dire o per comunicare la sua competenza scolastica e disciplinare.

È importante conoscere per quanto possibile e dove è presente la storia scolastica precedente, gli esiti raggiunti, abilità e competenze essenziali acquisite; si possono trovare queste informazioni nel fascicolo personale in segreteria.

Bisogna dare fiducia all’alunno e specialmente nelle prime fasi di inserimento scolastico, organizzare attività e temi che possano essere trattati con riferimenti concreti al contesto quotidiano con approcci operativi ed attivi (percorso di prima alfabetizzazione lingua italiana).

Occorre fare accoglienza e “dare” una figura docente di riferimento.

 E’ necessario scegliere un compagno della stessa nazionalità di origine per facilitare le traduzioni e le comunicazioni verbali.

E’ importante mantenere colloqui con i genitori segnalando l’evoluzione del percorso scolastico ed educativo dell’alunno.

VALUTAZIONE : PRIMO QUADRIMESTRE

Per gli alunni stranieri già scolarizzati si compila normalmente il documento facendo riferimento agli obiettivi stabiliti nella programmazione personalizzata o di classe.

Per gli alunni stranieri neo-arrivati vengono valutate con voto quelle discipline o ambiti disciplinari tecnico-pratiche ove c’è un percorso programmato effettuato.

Ove non valutabile si mette NC (non classificato) con voce scritta quale:

a-”la valutazione non viene espressa in quanto l’alunno si trova nella prima fase di alfabetizzazione di lingua italiana”;

b-“la valutazione espressa si riferisce al percorso personale di apprendimento in quanto l’alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana”.

Enunciati del primo tipo sono formulati ad esempio quando l’arrivo dell’alunno è troppo vicino al momento della stesura del documento di valutazione. Si può eventualmente riportare la data di arrivo o di iscrizione alla scuola italiana.

Gli enunciati del secondo tipo invece sono utilizzati quando l’alunno partecipa parzialmente alle attività didattiche previste per i diversi ambiti disciplinari.

Durante i colloqui con i genitori per la consegna del documento di valutazione, quest’ultimo sarà accompagnato da una lettera per rendere più chiara la situazione scolastica dell’alunno.

VALUTAZIONE:FINE ANNO SCOLASTICO.

Il documento dovrà essere compilato in ogni sua parte disciplina o materia con voto. La valutazione espressa è la base per il passaggio o meno alla classe successiva.

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

Per gli alunni diversamente abili, la valutazione è strettamente correlata al percorso individuale e non fa riferimento a standard né quantitativi né qualitativi; inoltre deve essere finalizzata a mettere in evidenza il progresso dell’alunno. Tenuto conto che non è possibile definire un’unica modalità di valutazione degli apprendimenti che possa valere come criterio generale adattabile a tutte le situazioni di handicap, essa potrà essere in linea con quella della classe, ma con criteri personalizzati o differenziata. Sarà l’équipe pedagogica a stabilire la scelta.

LA VALUTAZIONE  IN  DECIMI

Il decreto legislativo 137 del 01/09/08 introduce la valutazione in decimi nella scuola primaria e secondaria di I grado, in sostituzione dei giudizi. Tale modifica, riferita agli esiti intermedi e finali, mira a rendere più chiara e trasparente la valutazione.

Per la scuola primaria la scala delle valutazioni è stata fissata da 5 a 10, perché nei primi passi dell’approccio con il sapere, una valutazione inferiore a 5 porterebbe l’alunno alla sfiducia in sé e questi non si attiverebbe per il recupero.

I docenti della scuola primaria, nella valutazione delle verifiche ed in itinere, non utilizzeranno i mezzi voti, ma potranno far riferimento, laddove possibile, alla griglia delle prove valutabili in percentuali. (La griglia è consultabile nel Piano dell’offerta formativa)