Ultima modifica: 8 Maggio 2017
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Il 13 aprile è MappaVAB/Gday. Con il nuovo ALFABETIERE VAB

Il  #MappaVAB/Gday è il giorno della Valassina e l’Alta Brianza in tweet

Un esperimento social targato TwLetteratura e @bloggiornalismo

Il giorno 13 aprile è prevista la riscrittura di alcune parti del Diario intimo di un territorio che le classi seconde della scuola media di Asso stanno realizzando e che verrà pubblicato su @bloggiornalismo. Un testo costruito dai ragazzi attraverso la riflessione sul concetto di mappa emotiva del territorio. Un nuovo modo per dare voce alla Mappa di comunità della Valassina e dell’Alta Brianza che in questi due anni è già stata protagonista di esperimenti social con TwLetteratura (#MappaVAB, #MappaVAB/VDB, #MappaVAB/MSV); di giornalismo partecipativo (#MappaVAB/CP15); di Live twitting (#MappaVAB/Sulutumana); di Interviste Letterarie.

La nuova sperimentazione di social reading della Scuola Media di Asso in provincia di Como, coincide ora con la redazione da parte degli alunni di @bloggiornalismo di una pagina del quotidiano IL GIORNO che uscirà il 13 aprile. Per l’occasione gli studenti propongono ai lettori del quotidiano il Gday, dove la lettera G sta per “Giornalismo” ma anche “IL GIORNO”.

Giocare è semplice. In questa data leggi alcuni stralci del Diario intimo del territorio scritti dai ragazzi. Li trovi sul sito di TwLetteratura (http://www.twletteratura.org/) sotto forma di ALFABETIERE. Prova a riassumerli, parafrasarli, commentarli o interpretarli liberamente su Twitter con un testo massimo di 140 caratteri.

Parole-chiave che diventano simboli per raccontano un territorio. Su uno sfondo di rose camune i ragazzi ci hanno collocato il triangolo di Escher, un’illusione ottica, un oggetto impossibile nato da una sovrapposizione irreale di linee parallele con diverse costruzioni prospettiche che diventa il simbolo del Triangolo Lariano, l’area compresa tra Como, Erba, Lecco e Bellagio, simboleggiate rispettivamente dalle chiese di San Fedele, di Sant’Eufemia, di San Nicolò e di San Giacomo.
All’interno dello spazio così delimitato c’è la Valassina (o Vallassina) rappresentata sulla Mappa dalla cascata Vallategna, dalle chiese romaniche di Lasnigo e di Rezzago, dalla Torre di Asso, dal Museo del ciclismo del Ghisallo, dall’affettuosa mucca del quadro “Alla stanga” che Giovanni Segantini ha dipinto a Caglio, dalla galleria di Asso, dai Corni di Canzo, da un po’ di seta, una lucia, un misultìn, un cavallo avelignese, un paio di forbici, una pannocchia, un bucaneve, il camminamento pedonale dal posteggio alla scuola media di Asso…

Il progetto vede la collaborazione delle scuole dell’Istituto Comprensivo di Asso, che ha un bacino d’utenza di più  di mille alunni, e che ha portato, in due anni, alla costruzione della Mappa di comunità  della  Valassina  e  dell’Alta  Brianza, visitabile presso l’Atrio della Scuola Media di Asso. È  un progetto di cittadinanza attiva e di didattica del territorio.

Ora gli alunni e i docenti dell’Istituto stanno lavorando alla costruzione della Mappa online, visitabile al sito https://www.scuoleasso.gov.it/mappa/.

Per giocare con l’ALFABETIERE basta andare sul sito di TwLetteratura, dove è prevista la riscrittura della Mappa attraverso l’hashtag #MappaVAB/Gday e gli account @bloggiornalismo @scuoleasso.

I tweet possono essere raccolti in un commentario elettronico grazie a Tweetbook. È inoltre possibile georeferenziare i brani attraverso le App di Litteratour.

ALFABETIERE DELLA VALASSINA E DELL’ALTA BRIANZA

A

ASSO. Ha oggi circa 3600 abitanti ed è storicamente il capoluogo della Valassina (o Vallassina). La maggior parte delle frazioni, con l’eccezione di Megna, Pagnano e Scarenna, sono poste ad un’altitudine più elevata rispetto al centro storico. Brazzova, Ca’ Nova, Fraino, Gemù, Mudronno, poste poco più a valle di Sormano, formano con questo comune, Caglio e Rezzago i “Monti di Sera”. Scarenna è situata, invece, in una piana a sud ovest del centro, detta “Terra Rosa”. Asso è  la sede della scuola media che accoglie tutti i ragazzi provenienti dalla Valassina.

APOLLONIA. Il 9 febbraio è la Festa di Sant’Apollonia, patrona di Asso. Quel giorno è possibile partecipare alle tradizionali funzioni religiose con la benedizione dei denti e fare il giro delle bancarelle della fiera, un tempo importante mercato della Valle.

B

BARNI. È un piccolo paese di circa 600 abitanti situato nella parte a nord della Vallassina. È un borgo tranquillo, immerso nel verde e legato alle tradizioni. Negli ultimi anni le attività legate all’agricoltura e all’allevamento stanno ritornando in particolare aziende di allevamento capre e produzione formaggi nonché agriturismi. Il paese conserva l’antica chiesa romanica di San Pietro e Paolo.

BELLAGIO. Il paese di Civenna fa da poco parte del comune di Bellagio, è diventato una sua frazione. A Bellagio puoi ammirare la Chiesa di San Giacomo che si trova in Borgo e la sua costruzione risale al 1100. La scultura lignea del Cristo morto sembrerebbe di fattura spagnola. Stando a quanto ci è stato tramandato dalla tradizione apparteneva ad un insediamento del Pian di Spagna. Una piena dell’Adda lo ha trascinato sulle sponde del lago così che venne trovato da pescatori che lo donarono alla chiesa di San Giacomo ed è sempre stato segno di grande devozione, specie nella processione del venerdì santo.

BERTIERI. Toscano e di umili origini, Raffaello Bertieri si trasferisce a Milano dove diventa un raffinato tipografo. È  il podestà  di Asso nel periodo fascista e a lui si deve la prima Festa del libro, manifestazione  ancora viva in paese. È  nota la sua amicizia con Gabriele D’Annunzio.

BRIANZA. La Treccani dice che è la regione collinosa della Lombardia, tra Milano e il Lago di Como. Viene considerata come compresa tra i fiumi Seveso a O e Adda a E, la linea pedemontana tra Como e Lecco (con esclusione delle due città) passante per il piano d’Erba a N, e la pianura monzese a S. È attraversata dal fiume Lambro e da molti corsi d’acqua e, verso il margine settentrionale, racchiude alcuni laghetti (di Annone, Alserio, Pusiano, Segrino ecc.).

BUCANEVE. È un fiore semplice, che resiste al freddo. Lo trovi a Gennaio nei nostri boschi.

C

CAGLIO. Caglio è un paese di 369 abitanti, famoso per il santuario dedicato alla Madonna nella località Campoè. Si tratta di un santuario di origine medievale, rifatto dal cinquecento fino al 1700. Al suo interno è possibile pregare la Madonna del Latte, raffigurata in un dipinto del 1500. Nel 1885 vi soggiornò il pittore Giovanni Segantini, che vi dipinse uno dei suoi quadri più importanti: Alla stanga.

CAMPOÈ. All’inizio di Luglio dell’anno 1626, durante l’episcopato del Cardinale Federico Borromeo, una ragazza di sedici anni, inferma dalla nascita, mentre un giorno come al solito, era stata adagiata su di una pietra a custodire alcune pecore poco lontano dall’attuale Santuario, fu guarita dalla Madonna. Apparsale nel suo splendore, la informò del suo desiderio che gli abitanti di Caglio si adoperassero per “Curare la bellezza e lo splendore del luogo a lei dedicato”, che nel suo nucleo cinquecentesco già esisteva. La ragazzina subito percorre di corsa i tre chilometri che la separano dal paese e annuncia a tutti quello che aveva visto e sentito. La notizia della straordinaria apparizione si sparse subito in tutta la Vallassina, tanto che nei giorni seguenti si assistette ad un consistente pellegrinaggio dai paesi circostanti. Le cronache del tempo segnalano un numero crescente di grazie, fra cui spicca l’immunità dalla peste, di manzoniana memoria, del borgo di Caglio. 

CANZO. È un paese di 5192 abitanti ed è l’ultimo paese verso nord dell’Alta Brianza, che confina con la Valassina, separata da Canzo dalla cascata della Vallategna. Il paese è attraversato dal torrente Ravella, lungo il quale si è formato il centro storico, e ad ovest marginalmente dal fiume Lambro, proveniente dalla limitrofa Valassina; inoltre sono presenti molte fonti nelle montagne del paese ed un lago, il lago del Segrino, in comune con i paesi di Eupilio e di Longone al Segrino. Le fanno da corona i Corni, tipico rilievo montuoso della zona.

CAVALLO. Il primo sabato di ottobre ad Asso si tiene la tradizionale Festa del cavallo avelignese. Gli allevatori del territorio portano i loro cavalli alla festa e ne fanno bella mostra.

CIVENNA. Ha costituito un comune autonomo sino al gennaio 2014, quando si è fusa con il comune di Bellagio. Civenna si trova sulla strada provinciale della Valassina, a circa metà strada tra Asso e Bellagio. L’abitato sorge ai piedi del Passo del Ghisallo, sopra un terrazzamento naturale che si affaccia sull ramo di Lecco del Lago di Como. La sua collocazione è molto panoramica. Da Civenna, oltre che gran parte delle rive orientali del lago, puoi ammirare la Grigna e la Grignetta e, in lontananza, numerose cime dell’arco alpino. La sua posizione ho favorito la vocazione turistica del paese, che si è sviluppato come piccolo centro di villeggiatura.

COMO. Como è il capoluogo di provincia della Valassina e dell’Alta Brianza ed è uno dei punti che delimitano, con Lecco e Bellagio il Triangolo Lariano. Sulla Mappa l’abbiamo rappresentato con il rosone circolare che si trova sulla facciata di San Fedele, un importante luogo di culto cattolico del centro storico di Como, dedicata all’omonimo santo evagelizzatore.


CORNI. Sono tre cime rocciose che prendono il nome dal comune di Canzo e costituiscono il confine montuoso fra il comune di Canzo e quello di Valbrona. La terza cima, quella più bassa, è nel territorio del comune di Valmadrera. Le due vette più alte sono ben visibili in Brianza ed hanno il profilo di due grandi “corni”.

D

DAINI. All’Oasi faunistica di Caglio puoi ammirare questi bellissimi animali dal vivo.

E

ERBA. È la città più vicina alla Valassina e all’Alta Brianza. Qui puoi visitare la chiesa di Sant’Eufemia, dedicata a Eufemia di Caledonia, una santa cara ai seguaci dello scisma ricapitolino. Si trova in piazza Mercato, uno dei mercati più antichi della zona.

F

FIUME. Salvatore Fiume è un grande pittore del Novecento e ha trascorso tutta la sua vita a Canzo. Ora, la vecchia filanda nella quale abitava è diventata Fondazione aperta al pubblico.

FORBICI. La lavorazione delle forbici è stata un’attività tipica del nostro territorio. Esistevano molte aziende a conduzione familiare che facevano oggetti di pregio e di qualità. Oggi il settore ha risentito della crisi economica mondiale.

FUNGHI. A Rezzago si possono ammirare i “funghi di terra” o “piramidi di erosione”, formazioni rocciose non lontane dal centro abitato di Rezzago. Esse si sono formate dall’azione erosiva degli agenti atmosferici che hanno modellato il terreno del versante della montagna sotto dei massi erratici che l’hanno protetto come ombrelli. Il risultato sono sculture naturali a forma di fungo, la cui cappella è costituita dal masso erratico di notevoli dimensioni ed il cui gambo è costituito da terra e pietrisco. I funghi rimasti sono solamente tre (un quarto è crollato pochi anni fa, ed uno di questi tre è solo un abbozzo), sebbene essi siano, ancora adesso, in continua formazione.

FURMENTUN. Tutte le famiglie della Valassina e dell’Alta Brianza coltivavano il campo con furmentùn ‘ granoturco’, patate, verze, fagioli. Una terra povera che ha dato nel tempo nutrimento ai suoi abitanti.

G

GALLERIA. La galleria di Asso è stata costruita all’inizio degli anni Settanta del Novecento. È la strada nuova che ha collegato Asso ai Monti di Sera (Caglio, Sormano, Rezzago) e alla Val Barneggia (Lasnigo, Barni, Magreglio).

GHISALLO. La Madonna del Ghisallo, cui è dedicata il Santuario posto alla fine della salita del Ghisallo che parte da Bellagio, è la protettrice dei ciclisti. L’immagine venerata è una Madonna del Latte del XVI secolo. Nella chiesetta sono conservati maglie e biciclette dei grandi campioni del ciclismo, collocate in abbondanza nell’antistante Museo del ciclismo, unico al mondo. È stato costruito a Magreglio nell’anno 2000, vicino al Santuario della Madonna del Ghisallo. Qui sono conservate le maglie e le biciclette dei grandi campioni mondiali, momenti di gioia o di tristezza per aver vinto o perso gare importanti.

I

INFORMAZIONI. La Valassina e l’Altra Brianza sono state ambìte mete di villeggiatura nell’Ottocento e nel Novecento. Puoi richiedere informazioni ai comuni e agli enti turistici per trascorrere alcuni giorni di sana vacanza da noi.

L

LAMBRO. È un fiume affluente di sinistra del Po. Nasce dal Monte Forcella (942 m), in Vallassina, e, dopo aver bagnato Asso e altri centri, s’immette nel Lago di Pusiano. Uscito da questo riceve l’Alserio, attraversa Monza e scorre in direzione NO-SE, fino a gettarsi nel Po. Nella piana di Scarenna era utilizzato per l’irrigazione con un sistema a marcite.

LASNIGO. È un piccolo paese di 458 abitanti che conserva una delle più belle chiese romaniche della Valassina, quella di S. Alessandro, posta sul culmine di una collinetta lungo la strada che collega Erba a Bellagio. È stata recentemente restaurata ed è un gioiello del romanico lombardo. Lasnigo ha conservato la sua antica struttura: un presepe adagiato lungo il pendio della montagna che congiunge a Barni, attraverso le frazioni di Dosseglio e Crezzo, rispettivamente frazioni di Lasigo e di Barni.

LUCIA. È una delle più antiche barche del lago di Como. La sua notorietà è legata alle vicende della promessa sposa del Manzoni. Si deve, infatti, alla fantasia popolare il romantico nome di “lucia”, quello vero è “batèll”.

LECCO. È uno dei punti immaginari che delimitano il Triangolo Lariano. A Lecco puoi visitare la basilica di San Nicolò, la chiesa cattolica principale della città. È imponente e ben tenuta. Particolare e bellissimo il campanile!

M

MAGREGLIO. È un paese di 671 abitanti, meta di percorsi ciclistici, sia amatoriali sia agonistici. Dal Belvedere antistante il Santuario della Madonna del Ghisallo si possono osservare la Grigna e le montagne che le fanno corona, il ramo di Lecco del Lago di Como, il centro e l’alto lago sino alle Alpi. A Magreglio, in località Menaresta, nasce il fiume Lambro. Dal Ghisallo si raggiungono facilmente, in auto, le piste da sci del Monte S. Primo, nel comune di Bellagio.

MIRO. Venerato a Sorico sul lago di Como, nacque a Canzo verso il 1306; da giovane donò tutto ciò che possedeva ai poveri e si mise a condurre vita eremitica, prima nei dintorni del paese natio e poi a Sorico. Dopo una vita dedita all’eremitaggio ed alla mortificazione nella povertà, Miro morì nel 1381 e venne sepolto a Sorico nella chiesa di S. Michele (oggi chiamata di S. Miro), situata su un vicino colle. 

MISULTÌN. È una specialità culinaria tipica del Lago di Como. I missoltini sono agoni essiccati, conservati sotto sale. Sul Lago di Como la prima metà del mese di giugno è consacrata alla pesca dell’agone. Un tempo, ogni angolo di riva era occupato da qualche pescatore ed ognuno aveva il suo posto che non poteva essere usurpato.

MURO. Sormano è una località famosa in ambiente ciclistico per la presenza del Muro di Sormano, una salita durissima oggi chiusa al traffico motoristico e perfino alle biciclette che vanno in discesa per la sua pericolosità.

N

NEVERA. Diffuse in tutti i paesi della Valassina sono le nevére, formate da profonde buche nel terreno riempite da neve e foglie. La neve veniva accumulata e pressata, permettendole così di conservarsi a lungo. Nelle nevére si conservavano i cibi. Erano gli antichi frigoriferi.

O

OSSERVATORIO. Sormano è un paese di 638 abitanti famoso per il suo Osservatorio astronomico, inaugurato nel1988 e dato in gestione al Gruppo astrofili della Brianza, che vi ha scoperto un centinaio di asteroidi, tra questi 6882 Sormano, 79271 Bellagio, 9115 Battisti, 18556 Battiato e l’asteroide 12405 Nespoli, dedicato all’astronauta italiano Paolo Nespoli. L’osservatorio è attivo nella ricerca di nuovi asteroidi e nell’osservazione degli oggetti che si avvicinano alla Terra ed al calcolo delle loro orbite.

P

PANE. Conoscete il Pan Meino? Prendete 150 grazie di burro e scioglietelo in un pentolino. Nel frattempo sbattete 3 uova con 150 grazie di zucchero e poi unite il burro, una bustina di vanillina e un pizzico di sale, unite quindi 200 grazie di farina setacciata con 300 grazie di farina di mais e una bustina di lievito e mescolate con un cucchiaio di legno. Formate poi delle pagnottelle di circa 60-70 grammi, schiacciatele e ponetele su una teglia coperta di carta da forno, poi cospargetele con lo zucchero semolato e con lo zucchero a velo. Unite i fiori di sambuco e cuocete questo pane  dolce in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti.

PAPA.  Achille Ratti è  nato a Desio ma soleva trascorrere le vacanze  dallo zio Damiano Ratti, prevosto, ad Asso. Divenuto sacerdote, ha detto la sua prima messa a Barni. È  salito al soglio pontificio col nome di Pio XI.

PARADELL. È un piatto povero del nostro territorio fatto con un’amalgama di acqua e farina bianca. Alcuni ci aggiungono anche un uovo. Un’antica crepe contadina.

POLENTA. È il piatto tipico della Valassina e dell’Alta Brianza, fatta con la farina di granoturco. Ha numerose varianti.

POSA. A Barni si sta svolgendo un progetto originale che si chiama  “Barni. Un paese in posa”. La nostra Prof., provetta fotografa, ha fotografato gli abitanti del paese che hanno voluto aderire all’iniziativa mostrando in questo modo il loro legame con il paese. È  una lettera al futuro, un modo di riflettere sulla comunità  e di consegnarla alle generazioni future. Perché  il futuro si tramanda.

Q

QUACC. Il caglio è una sostanza naturale utilizzata per far cagliare il latte durante la lavorazione del formaggio. Ancora oggi alcuni contadini produco il formaggio col latte locale.

R

REZZAGO. Rezzago è un piccolo borgo di 317 abitanti, con case antiche di pietra che di tanto in tanto celano una nicchia, una cappella, un antico affresco. Il paese conserva la chiesa romanica dei Santi Cosma e Damiano, costruita fuori dall’abitato per salvaguardarlo dalle frequenti invasioni barbariche. È circondata dal cimitero ed orientata a oriente, come si usava allora. L’interno si è conservato miracolosamente intatto grazie a due strati di calce, dati per disinfettare i muri e l’aria dopo una delle frequenti epidemie di peste o colera, che hanno coperto per secoli, come uno scrigno, i bellissimi affreschi del 1500 di Andrea De’ Passeris.

ROSA CAMUNA. L’hanno trovata novantadue volte tra le trecentomila incisioni rupestri della Val Camonica, in Lombardia. La rosa è associata a guerrieri che sembrano danzare attorno a essa per difenderla dall’aggressione dei nemici. Questo è il simbolo della Regione Lombardia.

S

SEGANTINI. Il dipinto “Alla stanga” di Giovanni Segantini è stato eseguito nel corso di sei mesi en plein air, terminato nell’autunno del 1885. Raffigura i pascoli di Caglio, dove l’artista si era da poco trasferito, e quelli di Sormano. Sullo sfondo è possibile vedere le Grigne. È il primo dipinto di dimensioni monumentali realizzato dall’artista. La mucca haun comportamento dolce, familiare e affettuoso. L’Istituto Comprensivo di Asso è dedicato a Giovanni Segantini.

SEGRINO. E’ un lago prealpino situato sul confine fra i paesi di Canzo, Longone e Eupilio. E’ una meta molto amata per una paseggiata o un allenamento di jogging.

SETA. Le foglie di gelso sono l’unico nutrimento del baco da seta che da migliaia di anni compie il suo ciclo vitale: dalle minuscole uova, al prezioso baco. Un’attività contadina un tempo diffusa e praticata in Valassina e in Alta Brianza.

SORMANO. È un piccolo paese di montagna di poco più di 600 abitanti. Fu la terra di origine e primo feudo della famiglia dei Sormani, che si spostò poi a Milano.

T

TORRE. La Torre di Asso e la torre del castello, in via Castello 5, su dosso in posizione dominante sul paese. Risale ai secoli XII-XIII. Probabilmente è il mastio del castello posto a difesa del borgo di Asso e dell’intera Valle. A pianta quadrata regolare, la torre è dotata di finestre di foggia moderna e risulta inglobata con parte delle mura del borgo in una proprietà privata, sottoposta a lavori di restauro e in parte abitata.

TRIANGOLO. La Valassina e l’Alta Brianza appartengono al Triangolo Lariano, l’area delimitata simbolicamente da Como, Lecco e Bellagio. Nella nostra Mappa l’abbiamo rappresentato simbolicamente col Triangolo di Escher, un’illusione ottica, un oggetto impossibile nato da una sovrapposizione irreale di linee parallele con diverse costruzioni prospettiche.

U

USELIN. L’uselìn de la nef ‘uccellino della neve’ è lo scricciolo. La tradizone popolare vuole che il suo arrivo fosse presagio di neve imminente.

V

VALASSINA. I termini Valassina a o Vallassina sono  intercambiabili. ” Valassina è  la trascrizione del suono dialettale, mentre “Vallassina”,  composto dai termini Valle Assina,  Valle di Asso, è  l’italianizzazione del suono precedente.  La Treccani dice che è  la valle della Lombardia centrale, situata tra il Lago di Como propriamente detto e il ramo del Lago di Como verso Lecco; che la percorre il fiume Lambro nel suo primo tratto, prima di gettarsi nel Lago di Pusiano; che i suoi centri principali sono Asso e Canzo. Anche se la tradizione popolare vuole Canzo come l’ultimo comune a nord della Brianza e Asso come l’asportazione della Valassina.

VALBRONA. Il paese ha circa 2.683 abitanti ed è l’insieme di quattro frazioni: Candalino, Maisano, Osigo e Visino che si trovano in un’ampia vallata, ricca di pendii, di boschi e di acque (non a caso è chiamata la Valle delle sorgenti). Il paese era un tempo dedito soprattutto all’agricoltura, e gli abitanti erano soprannominati i panisciat, in riferimento a una polenta molle, fatta qui con il latte e detta appunto ‘paniscia’. Nel secondo dopoguerra, i Valbronesi si sono orientati verso l’attività artigianale e industriale, come la lavorazione delle forbici e lo stampaggio di metallo a caldo.

VALLATEGNA. È la cascata che si trova nella valle dell’alto Lambro, a spartiacque tra i comuni di Asso e di Canzo. Segna la fine della Brianza e l’inizio della Valassina. È il iglietto da vista dell’entrata in Valle. La nomina Stendhal nel suo Viaggio in Brianza.

VERRI. Don Biagio Verri è  nato a Barni nel 1819 e nel 1850 conobbe Niccolò Olivieri, uno straordinario sacerdote che dedicava la propria esistenza al “riscatto” delle giovani donne di colore in stato di schiavitù. Nacque un’amicizia e un’importante collaborazione a vantaggio della “Pia Opera per il riscatto delle Fanciulle more”. Nel 1857,  don Verri iniziò il mestiere del “ghellaba”, il “negriero di Dio”, per contrastare il mercato clandestino di schiavi ancora fiorente – in particolare ad Alessandria d’Egitto e al Cairo – sebbene fosse stato abolito dal Congresso di Vienna. Giravano di paese in paese alla ricerca di offerte per liberarne quante più potevano.Amico di don Giovanni Bosco, don Verri periodicamente trascorreva giorni di ritiro spirituale a Valdocco.  Dopo la morte dell’Olivieri, incoraggiato da papa Pio IX, don Biagio portò avanti l’Opera. Era ormai consolidata la rete di collaborazioni tra amici e benefattori, sia religiosi sia laici. Don Verrì morì a Torino, ospite della Piccola Casa della Divina Provvidenza, il 26 ottobre 1884. Fu poi sepolto a Barni nella Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo. Il processo di beatificazione fu aperto a Milano nel 1921.

VOCABOLARIO. Il Vocabolario del dialetto di Barni è nato in collaborazione
con l’Università degli Studi di Milano Bicocca. È il primo vocabolario di linguistica della percezione fatto dai parlanti.

Z

ZANGOLA. È lo strumento artigianale utilizzato nel mondo contadino per fare il burro. A Crezzo, frazione di Barni, si produce ancora il burro col metodo antico.

Info

giulia.caminada.gc@gmail.com

@giuliacaminada




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